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MATRIMONIO AL TEMPO DELLA GUERRA: UN AVVENTUROSO "SI"

Tutte le donne sognano un matrimonio da favola ma a volte le feste che rimangono più impresse nelle memoria sono proprio quelle che non sono state organizzate.

Questo è ciò che si potrebbe dire della storia della signora Eugilde, milanese classe 1919, che si è sposata l’11 settembre del 1943: la mattina in cui sono entrati i tedeschi a Milano!

 

<<Visti gli avvenimenti di quei giorni io e la mia famiglia eravamo stati sfollati a Tradate, anche se avevo mantenuto la mia casa a Milano e così il giorno del mio matrimonio sono tornata a casa mia per cambiarmi e mettere il vestito bianco con il velo. Il mio era un vestito bianco semplice che ancora adesso conservo e, visto che sono andata a piedi da casa mia in via Montenero fino alla chiesa in corso XXII marzo, ho messo il velo solo davanti alla parrocchia perchè ad andare in giro così per strada mi vergognavo.>>

 

E così dopo la cerimonia, organizzata tra mille dubbi ed esitazioni per gli avvenimenti del giorno, è seguito un intero pomeriggio di festeggiamenti.

 

<<Dopo la funzione siamo andati tutti a casa mia a Milano. Sotto casa c’era una specie di trattoria e siamo andati lì per festeggiare e per bere qualcosa. Mio marito aveva i buoni per il pane e li dava ai camerieri dicendogli qualcosa nell’orecchio così quelli ci portavano, insieme alle fette di pane, la carne. Dovevano però nasconderla sotto la verdura per non farla vedere perchè in tempo di guerra non c’era molto da mangiare, soprattutto carne, ed era una vera rarità con cui abbiamo allietato tutti gli invitati.>>

 

Il pomeriggio è così trascorso tra abbracci, sorrisi e auguri e, con l’arrivo dell’imbrunire, i due sposini hanno dovuto iniziare a pensare al viaggio di nozze.

 

<<Dopo i grandi festeggiamenti sono tornata a casa, mi sono cambiata e ho preso con mio marito il tram per tornare a Tradate dove entrambi eravamo sfollati. Una volta arrivati siamo andatI a cercare un autista che conoscevo grazie al mio lavoro alla Isotta-Fraschini per darci un passaggio fino alla stazione di Saronno. Ci ha accompagnato con il camion e noi eravamo sistemati dietro nel rimorchio con sulle gambe la mia grande valigia con cui sembrava dovessi andare chissà dove. Ancora adesso quando ci penso mi emoziono per quanto sia stato avventuroso! Da Saronno poi abbiamo preso il treno e siamo andati a trascorrere sei giorni indimenticabili a Como, dove viveva anche una mia cugina che come regalo di nozze ci ha dato addirittura 200 lire!>>

 

Eugilde, ospite della casa di riposo  Residenza San Giorgio di Milano, ha raccontato la sua storia nel libro ”Il sapore dei ricordi” edito da Gruppo Segesta.

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