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“DAI VOCE ALLA TUA STORIA”: Il valore terapeutico della scrittura

Si è svolta il 28 febbraio la seconda edizione di Dai voce alla tua storia, il concorso letterario promosso da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di Senior Italia-Federanziani e Sottovoce e il contributo incondizionato di Korian e Publitalia ‘80.

Il concorso è stato dedicato quest’anno al tema della Solitudine dell’anziano, una condizione­ spesso causata da mancanza di autonomia, da malattie o da un tessuto sociale sgretolato, che porta a una situazione di estrema fragilità e a un progressivo isolamento.

“Secondo i dati Istat, nel 2065 in Italia la popolazione over 65 raggiungerà i 20 milioni, ovvero il 32,6% del totale: una fetta importante della popolazione sarà definita anziana con tutto ciò che ne consegue a livello sociale e assistenziale. La solitudine è tipica di questa fase della vita, per questo è importante preservare la rete familiare e di relazioni per evitare l’isolamento che porta gli anziani, in alcuni Paesi come il Giappone, a ritirarsi e morire in solitudine” ha commentato Francesca Merzagora, Presidente Onda.

“Dai voce alla tua storia” è un’iniziativa pensata per dare risalto all’esperienza di chi lavora, assiste o è ospite presso una RSA, raccogliendo le emozioni e il vissuto di chi vive a contatto con una persona anziana. Credendo fortemente nel valore terapeutico della scrittura, il concorso è stato aperto a tutta la popolazione: agli anziani e a chi li accudisce in qualità di familiare, medico o volontario.

“In tempi difficili, oscuri e divisi più che mai abbiamo bisogno anche del potere della parola scritta per la nostra salute emotiva, psicologica e spirituale”, chiarisce Paola Tincani, giornalista pubblicista e Direttrice di Hachette Fascicoli.

Tra gli oltre 130 scritti pervenuti, sono stati selezionati da una giuria 3 lavori, premiati nel corso del convegno “La solitudine e la fragilità dell’anziano: pratica clinica e narrazione si incontrano” tenutosi a Milano:

  • La poesia “Il mio lavoro” di Cristina Petitti di Roreto, Geriatra presso la RSA A.S.Far.M. di Induno Olona (VA)
  • La storia “Le due facce della solitudine” di Gaetano Rigamonti, volontario presso la RSA Fondazione Bellaria Onlus di Appiano Gentile (CO)
  • Il racconto “Vuoto di parole” di Rossella Cravero, caregiver.

“I problemi sociali derivanti dalla solitudine dovrebbero essere inclusi tra gli obiettivi dello stato sociale insieme alla povertà, malattia e scolarità”, afferma Luigi Bergamaschini, Professore Associato in Medicina Interna, Università degli Studi di Milano e Direttore della IV UOC di Riabilitazione Neuromotoria, A.S.P. IMMeS e Pio Albergo Trivulzio. “I risultati degli studi longitudinali indicano che nell’anziano la solitudine è un fattore importante per lo sviluppo della ‘fragilità clinica’. È indispensabile un intervento culturale che porti alla rivalutazione sociale dell’anziano, ma anche un ripensamento architettonico delle nostre case e delle residenze per anziani per favorire l’instaurarsi di rapporti interpersonali. Non ritengo che in questo ambito un significativo aiuto possa venire da nuovi farmaci”.

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