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Mascherine di protezione: tipologie, come sceglierle e smaltire

Non c’è alcun dubbio, le mascherine di protezione hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi un prezioso alleato in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. Come tutti i dispositivi di protezione individuali, infatti, hanno la capacità di salvaguardare non solo noi ma anche chi ci sta intorno. Un tema di particolare attualità, che molto spesso viene dato per scontato.

Esistono differenti modelli. Dalle chirurgiche alle Ffp2 e Ffp3, le mascherine di protezione hanno funzioni diverse e si prestano a momenti di utilizzo differenti. Indossare una mascherina sbagliata non solo può risultare inutile, ma anche pericoloso per chi ci circonda.

Per questa ragione è fondamentale conoscere ogni modello, comprendendo nello specifico come vada utilizzato ma anche come si debba smaltire. Sapersi orientare nella variegata offerta di questi strumenti rappresenta un piccolo ma significativo passo per attuare una funzionale prevenzione.

MASCHERINE COVID-19: PERCHÉ SONO IMPORTANTI

Le mascherine di protezione sono importantissime non solo nelle Strutture a stretto contatto con pazienti positivi o a rischio contagio, ma anche fuori dai contesti ospedalieri, dove devono essere indossate più per proteggere gli altri che per difendere se stessi. Un alleato importante da sfruttare insieme ad altre misure di protezione, come i guanti, l’igiene delle mani, il distanziamento sociale e la limitazione degli spostamenti. Pensare infatti che sia sufficiente per salvaguardarci dal Covid-19 è sbagliatissimo, nonostante sia appurato che gli strumenti di protezione riducano la possibilità di trasmettere e contrarre il Coronavirus. È tuttavia bene ricordare che un utilizzo errato può annullarne totalmente la funzionalità, rendendo le mascherine Covid-19 addirittura più pericolose. Per questo motivo è bene seguire alcuni importanti passaggi per indossarla nel modo corretto, conoscendo la differenza tra le varie tipologie.


TIPOLOGIE DI MASCHERINE E PROTEZIONE

Come detto precedentemente, esistono differenti tipi di mascherine, il cui utilizzo si differenzia a seconda del luogo e delle finalità:

Mascherine Ffp con la valvola

Le mascherine Ffp con la valvola di espirazione sono particolarmente efficaci per chi le indossa, ma hanno possibilità di incidenza minore per chi ci circonda. Vengono per questa ragione utilizzate dagli operatori sanitari che hanno la necessità di stare a contatto con pazienti a rischio.  La funzione della valvola permette all’aria calda che viene espirata di uscire dalla mascherina senza particolari ostacoli, con l’obiettivo di rendere meno faticoso il tenerla indosso a lungo.

Mascherine Ffp senza valvola

Differentemente da quelle senza valvola, svolgono una funzione di filtro pure dalla bocca verso l’esterno, quindi proteggono anche chi sta intorno. Tuttavia, rispetto alle altre, determinano una respirazione più faticosa già qualche minuto dopo averla indossata a causa dell’umidità.

Mascherine chirurgiche

Sono quelle maggiormente diffuse e risultano essere le più utili in assoluto quando vengono indossate da tutte le persone che si trovano in uno stesso ambiente, come al Supermercato o in un luogo di continuo passaggio. Tipicamente di forma rettangolare, sono costituite da tre strati sovrapposti di tessuto-non-tessuto. Sono dei dispositivi meno sofisticati dei precedenti ma comunque certificati per proteggere soprattutto le altre persone, impedendo alle goccioline emesse durante l’espirazione, di raggiungere chi abbiamo intorno con un colpo di tosse o parlando.


COME SMALTIRLE IN CASA E AL LAVORO

Smaltire correttamente le mascherine è un aspetto fondamentale per due ragioni: previene ulteriori possibili contagi e rispetta l’ambiente. È importante tuttavia distinguere il processo di smaltimento tra quando siamo in casa e quando nei luoghi di lavoro. Nel caso in cui foste nel vostro domicilio, senza aver contratto il COVID-19 o in situazione di quarantena, dovete continuare a fare la raccolta differenziata, smaltendo le mascherine e i guanti monouso, come anche la carta per usi igienici e domestici nei rifiuti indifferenziati.

Nell’evenienza in cui foste invece positivi o in stato di quarantena obbligatoria, non dovete più differenziare i rifiuti di casa, ma dovete smaltire le mascherine e i guanti monouso, come anche la carta per usi igienici e domestici nei rifiuti indifferenziati. Per ulteriore precauzione, tuttavia, dovete inserire mascherine e altri dispositivi monouso usati giornalmente in un sacchetto che, una volta chiuso avendo cura di non comprimerlo, dovrà essere poi smaltito nel sacco dei rifiuti indifferenziati.

Al lavoro, invece, il vostro responsabile dovrà predisporre regole e procedure chiare per indicare ai lavoratori di non gettare i guanti e le mascherine monouso in contenitori non dedicati a questo scopo. Dovranno essere presenti contenitori dedicati alla raccolta delle mascherine e dei guanti monouso che minimizzino le possibilità di contatto diretto del lavoratore con rifiuto e apposito contenitore, il quale dovrà essere collocato in luogo che favorisca una corretta areazione.


CONSIGLI PER LO SMALTIMENTO

Vogliamo inoltre fornirvi pratici consigli finalizzati ad un corretto e funzionale smaltimento. Quando buttate via le mascherine, usate sempre guanti monouso per chiudere bene i sacchetti, avendo cura di non schiacciarli con le mani ed utilizzando dei lacci di chiusura o del nastro adesivo. Mi raccomando, smaltite i rifiuti ogni giorno! Assicuratevi inoltre che gli animali da compagnia con cui entrate quotidianamente in contatto non entrino nei locali adibiti alla raccolta dei rifiuti.

Sempre di più nelle città, capita di vedere mascherine gettate a terra: un problema di inciviltà che danneggia l’ambiente, dato che parliamo di un materiale poco biodegradabile. Non disperdetele nell’ambiente, negli scarichi idrici o buttandole per terra, avendo accortezza di rispettare il Mondo che ci circonda. In questo senso vi raccomandiamo sempre di tagliare, prima dello smaltimento, gli elastici e le cordicelle con delle forbici. Queste, infatti, sono estremamente pericolose per gli uccelli di terra e acquatici, dal momento che possono imprigionare le loro zampe, il becco, le ali e il collo.

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