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Una giornata speciale per una professione dal grande cuore

Nel mondo sanitario qualcuno li definisce OSS, qualcun altro Operatori Socio Sanitari. Indipendentemente dalla scelta del nome con cui definire questa importantissima famiglia professionale, a noi di Korian piace pensare a loro come pilastri nella quotidianità di tutte le RSA e, in generale, delle Strutture di cura.

Professionisti, ma soprattutto Persone, a cui è stata dedicata una Giornata Nazionale, quella del 29 maggio, finalizzata a celebrare il loro sforzo ed il loro impegno. Motivo per cui a loro è dedicato il secondo “episodio” del nostro Format “Cose che non Team…mmagini”, l’iniziativa che si pone l’obiettivo di coinvolgere Ospiti e Operatori, permettendo loro di conoscere meglio le professioni presenti all’interno delle strutture.

Come era avvenuto per la Giornata degli Infermieri, questa simpatica iniziativa, attraverso il meccanismo di domande e risposte declinate su card, permette di approfondire il percorso di alcuni OSS coinvolti nel Gruppo Korian.

PERCHÉ UN OSS È COSI SPECIALE

Come detto precedentemente, quella dell’OSS è un ruolo fondamentale e necessario per la cura dei nostri pazienti. È infatti colui che soddisfa i bisogni primari dell’ospite, occupandosi di numerose attività a 360 gradi. Dalla sua igiene personale, passando per la vestizione, la movimentazione e la deambulazione, senza dimenticare momenti fondamentali come quelli dell’alimentazione e dell’idratazione, ogni OSS gioca un ruolo vitale nella quotidianità di ogni Ospite. Con i pazienti si instaura un legame basato su fiducia, affetto e professionalità. È infatti colui che entra bussando nella stanza dell’ospite, chiamandolo dolcemente per nome per svegliarlo, e che lo accompagna fino alle ore serali, rendendosi costantemente disponibile. Sono molte le attività in capo ad un’OSS. Tutte hanno un comune denominatore: un grande cuore.

UN OSS È COLUI CHE…

È complicato pensare ai corridoi delle Strutture Korian senza gli OSS. Instancabili, volenterosi e sempre pronti a mettersi in gioco. Sanno ricoprire un compito tanto delicato quanto determinante. Descriverli con poche parole sarebbe riduttivo.

Per questa ragione abbiamo voluto lasciare la parola a chi, come Silvia Da Re, Direttrice Gestione della Struttura Padre Pio, conosce bene il valore di questa figura:

“Un Oss..è colui che aiuta l’Ospite a girarsi e a posizionarsi nel letto perché da solo non ce la fa. È colei che gli somministra i pasti e lo idrata aiutandolo o imboccandolo sostituendo le sue mani quando non hanno più la forza di portarsi la posata alla bocca. È colui che conosce i suoi gusti e li soddisfa, che lo aiuta a scegliere i vestiti ed indossarli e che canticchia una canzone mentre lo lava. Un’OSS è colei che gli sorride e gli racconta ciò che gli fa piacere quando c’è di bisogno di sostenere il morale. Lo accompagna a bere il caffè o a passeggiare, lo consola e gli porge una carezza quando i familiari non possono farlo”

È colui che lo veglia mentre dorme. Una professione, ma soprattutto una Persona, che ogni giorno contribuisce a rendere Korian un posto sicuro ed amorevole per chiunque.

Team-mmagini“COSE CHE NON TEAM.. MAGINI”

Una serie di domande finalizzate a scoprire dettagli e curiosità circa la professione di OSS. Un gioco divertente per coinvolgere, tra scherzi e risate, Ospiti e Operatori.

Scopri tutte le curiosità

La figura dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS) esiste da 20 anni: il profilo è nato grazie all’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. La nuova figura integra le precedenti funzioni dell’area sanitaria svolte dall’Operatore Tecnico addetto all'Assistenza (OTA) e quelle dell’area sociale svolte dall’Operatore Socio-Assistenziale (OSA), dall’Ausiliare Socio-Assistenziale (ASA) o altre figure.
Per poter svolgere la professione bisogna conseguire la qualifica di Operatore Socio-Sanitario rilasciata dalla Regione e valida sul territorio nazionale, a seguito della frequenza di un corso di formazione e del superamento di un esame finale. Durante il corso è richiesto inoltre lo svolgimento di un tirocinio formativo in una struttura sanitaria.
I corsi di formazione professionale sono aperti a tutti i maggiorenni in possesso di uno dei seguenti titoli di studio: diploma di scuola superiore secondaria di secondo grado o qualifica triennale; qualifica professionale rilasciata al termine di percorsi biennali di prima formazione; qualifica di Operatore Socio-Assistenziale (OSA) o Operatore Tecnico addetto all'Assistenza (OTA). Inoltre è richiesto il certificato di idoneità alla mansione, rilasciato dal medico competente.
“My little Oss” è il romanzo scritto nel 2020 da Samantha Dionigi, in arte Samantha Sanders Loan, OSS da 20 anni e appassionata di scrittura. La protagonista è Giulia, un’Operatrice Socio-Sanitaria, figura che spesso vive all’ombra di medici e infermieri, che nel libro vive il suo lavoro con passione e sacrificio e fuori dalla corsia si ritrova ad affrontare situazioni intense e sentimenti contrastanti. Come la descrive l’autrice “una Cenerentola con la divisa e gli zoccoli da corsia”.
Poiché l’OSS svolge attività indirizzate a soddisfare i bisogni primari della persona e a favorire il benessere e la sua autonomia, la sua figura è richiesta in molti servizi dell’ambito sociale e sanitario, sia nel settore pubblico sia in quello privato. Può lavorare ad esempio in Ospedali, Residenze per Anziani, Comunità Alloggio, Cliniche, ASL, Case Famiglia, Centri Diurni, ma anche a domicilio.
In “Big Hero 6”, film d’animazione Disney del 2014, Baymax è un robot progettato per dare assistenza sanitaria e per fornire supporto fisico e psicologico: si attiva quando sente un urlo di dolore e si disattiva con la frase “Sono soddisfatto del trattamento”. La sua celebre frase è: “Ciao, io sono Baymax, il tuo operatore sanitario personale”.
A partire da gennaio 2019 la figura dell’OSS è stata istituita anche nel servizio di sanità militare delle forze armate italiane insieme all'Operatore logistico della sanità. Prima di questa data le loro mansioni erano svolte dall’“aiutante di sanità”.
Solitamente la divisa degli OSS è bianca, ma sempre più spesso vengono utilizzati colori diversi per differenziare i vari ruoli all’interno del personale. Ad oggi il colore più utilizzato è il bianco con strisce colorate sul colletto o sulle tasche.
Omar Altobelli è l’OSS che, insieme a un’infermiera e alla Direttrice del laboratorio di virologia dello Spallanzani di Roma, è stato tra i primi 3 italiani a ricevere la prima dose di vaccino anti Covid-19 il 27 dicembre 2020, giorno del V-Day.
Sebbene lavorino a stretto contatto, le due figure svolgono mansioni diverse: l’infermiere è il responsabile dell’assistenza infermieristica e ha il compito di indentificare i bisogni delle persone da assistere, pianificare e gestire l’intero intervento assistenziale. L’OSS collabora e supporta le attività dell’infermiere: ad esempio può aiutare il paziente per la corretta assunzione dei farmaci o nell’utilizzo di semplici apparecchi medicali, può attuare interventi di primo soccorso o effettuare piccole medicazioni, può aiutare nell’assunzione dei pasti e provvedere all’igiene personale.

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