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“L’unico lavoro che riesco a vedere nella mia vita”

Esistono momenti importanti nella nostra vita. Uno di questi si identifica certamente con la comprensione e la realizzazione del proprio percorso professionale. Quando le aspirazioni diventano concrete, e si possono toccare con mano. “Voglio diventare infermiere” non è più una volontà o un desiderio, bensì la propria quotidianità.

Ogni infermiere conosce dove vuole arrivare, ma soprattutto le qualità con cui deve intraprendere il suo cammino fino ai reparti delle Strutture Ospedaliere e delle RSA.

Amore, pazienza e consapevolezza sono le sue armi più importanti, perché ogni giorno c’è da difendere il sorriso ma soprattutto la vita di un nuovo paziente.

L’appuntamento odierno della nostra speciale Rassegna celebrativa è dedicato ad Antonella Fumarolo, giovane infermiera di una RSA in Puglia.

 

Qual è attualmente il tuo ruolo in Korian? 

“Sono un’infermiera di una RSA in provincia di Bari”

Da quanti anni sei infermiere? 

“Sono all’inizio del mio percorso professionale. Sono diventata infermiera due anni fa”

Lo rifaresti? 

“Certamente, è l’unico lavoro che riesco a vedere nella mia vita”

Che cos’è per te un infermiere? 

Un’infermiera a mio avviso è colei che rappresenta, nei momenti positivi e negativi, la famiglia di un malato. È colei che deve, con tutte le sue conoscenze e la sua capacità d’animo, accudire i più bisognosi”

Qual è stato il momento più significativo del tuo percorso? 

“Il primo decesso è stato il momento in cui ho capito di voler impiegare tutte le mie forze per non vederne altri”

Qual è il valore più significativo che hai sviluppato in questa professione? 

“Il valore della famiglia. Quando lavori in un ambiente come il mio, ti confronti infatti quotidianamente con diverse famiglie. La prima sono i tuoi colleghi: l’unione fa la forza. La seconda è quella con gli ospiti, vere e proprie persone da proteggere: i miei nonnini!”

Qual è invece l’aspetto di te stessa che hai messo con più convinzione in questo lavoro? 

“Sicuramente il fatto di essere testarda”

Definisci questo lavoro con 3 concetti chiave. 

“Forza, coraggio e determinazione”

Infermieri uomini ed infermiere donne: ci sono differenze? 

“Non esistono differenze! Se scegli di fare questo lavoro, uomo o donna che tu sia, ci devi mettere il cuore”

Tre requisiti fondamentali in ogni infermiere? 

“La pazienza, l’intelligenza e l’empatia”

Reputi sia una professione che consenta di imparare aspetti utili nella vita di tutti i giorni? 

“Quella dell’infermiere è una professione che ti consente di capire e conoscere i bisogni delle persone anche quando loro non ti chiedono nulla e non si aspettano niente da te”

Questa professione ti ha permesso o ti permetterebbe di intraprendere nuove strade? 

“Ho iniziato da poco un master in Coordinamento: sarebbe un’altra strada da intraprendere. Chissà! Chi vivrà, vedrà”

Come è cambiato come il ruolo dell’infermiere negli anni? 

“Ha preso coscienza dei propri diritti e doveri”

Un tuo pregio e un tuo difetto quando indossi quella “divisa”? 

“A volte sono un po’ pignola! Dipende quindi dai punti di vista: può essere un pregio, ma anche un difetto!”

Cosa significa la parola fiducia per un infermiere? 

“La fiducia per un infermiere è qualcosa di veramente importante. Bisognerebbe immedesimarsi negli occhi di un paziente e pensare che ha solo te. Come se in quel momento fossi il suo unico rimedio. Questa è la fiducia”

Reputi che questa importante Professione possa essere maggiormente considerata dal mondo Istituzionale? 

“Sicuramente deve essere considerata maggiormente, perché siamo una professione intelligente, il fulcro della Sanità”

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