Casa Alzheimer: come vivere i suoi ambienti | Korian
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Casa Alzheimer: il webinar di Fermata Alzheimer su come vivere gli ambienti

La casa di un malato di Alzheimer rappresenta un ambiente importante per chi lo vive ogni giorno. Alcuni piccoli accorgimenti e strategie potrebbero renderlo terapeutico, contribuendo così a rendere più semplice la gestione della quotidianità. Questo processo di innovazione richiede piccoli interventi su arredi e mobili, che non stravolgono la fisionomia della casa ma la rendono più funzionale e adatta ad ospitare un malato di demenza. In questo webinar di Fermata Alzheimer, realizzato dal Gruppo Korian per aiutare caregiver e chiunque ne abbia bisogno, ad approfondire la gestione della malattia, abbiamo intervistato l’Architetto Carlotta Ferri di Generali Arredamenti, azienda pistoiese che si occupa di progettare ambienti per RSA, centri diurni e nuclei Alzheimer.

Korian, in collaborazione con Generali Arredamenti, ha realizzato numerosi progetti all’interno delle proprie strutture, dimostrando che un ambiente funzionale ai malati di Alzheimer può portare ad una maggiore serenità e tranquillità degli Ospiti e una diminuzione dei disturbi del comportamento.

Approfondiamo questi aspetti e come sia possibile migliorare gli ambienti domestici in funzione dei nostri familiari malati.

Una casa per l’Alzheimer: quanto è importante l’ambiente domestico per le persone con questa patologia?

Per i malati di demenza senile, relazionarsi con l’ambiente è importante, e lo spazio in cui interagiscono è la prima e vera terapia non farmacologica. Questo perché una casa per l’Alzheimer è progettata e calibrata sui bisogni del paziente ed è un aiuto importante. Quando parliamo di progettazione ambientale intendiamo uno spazio tarato su misura della persona, in cui tanti fattori esterni come luci e colori influenzano il discorso ambiente. Sia che il malato viva in una RSA o al proprio domicilio, una casa per l’Alzheimer necessita tante e piccole accortezze che aiutano il decorso della malattia. Ovviamente sarà più facile realizzare questi spazi costruiti ad hoc in residenza, servendosi di strategie arredoterapeutiche. Ma anche in un’abitazione domestica gli spazi si possono adattare ai bisogni del malato.

casa alzheimer

Come si migliora una casa per l’Alzheimer?

Consideriamo che la casa media dell’italiano non possiede gli spazi e le possibilità per realizzare quello che si propone in una struttura per anziani. Però, la casa del malato ha il vantaggio della familiarità e di essere un contenitore di calore ed emozioni, cosa che una Residenza per Anziani spesso fa fatica a maturare. Principalmente, infatti, si va ad agire sui luoghi più intimi come la camera, il bagno e anche la zona living e spesso è sufficiente attuare piccoli accorgimenti che non stravolgono gli ambienti.

Le accortezze da attuare per migliorare l’esperienza del paziente sono infatti semplici ma efficaci. Ad esempio, se il malato non riesce a trovare più i vestiti, si possono utilizzare in camera da letto dei cartoncini segnaletici a forma di gonna, intimo, calza, camicia etc. Così facendo aiutiamo il malato semplificando i messaggi caotici che gli arrivano dall’ambiente domestico, servendoci di un linguaggio visivo facile e immediato.

Altro ambiente problematico è il bagno. Gli specchi sono infatti oggetti che spesso generano disorientamento e confusione nel malato di Alzheimer. Il caregiver può procedere oscurandoli per scongiurare attacchi di aggressività e deliri, qualora sia necessario. Ricordiamo che sono i caregiver e i familiari che conoscono la persona meglio di chiunque altro, e che sapranno quali interventi saranno necessari o superflui in base alla sua personalità e alle sue reazioni. Un altro aiuto che possiamo dargli è, inoltre, fargli riconoscere immediatamente i sanitari con copriwater e tavolette colorate, che risaltino sul bianco della ceramica e della parete.

Il ruolo dei colori è importante in una casa per Alzheimer. Le fantasie con trame troppo elaborate e caotiche andrebbero sostituite con fantasie più semplici e piacevoli: la parola d’ordine è prevenire i pericoli puntando sulla semplicità e minimalismo. Per questo, sarà meglio togliere tappeti ingombranti nelle zone living e notte. Un altro accorgimento non meno importante e da valutare è l’introduzione di arredi speciali e pensati per malati di demenza senile, come ad esempio poltrone e divani ergonomici che sono anche dispositivi medici.

Insomma, non è necessario riarredare la casa completamente ma fare piccoli e minimi cambiamenti. Infatti, la progettazione ambientale per i malati di demenza senile ragiona in termini di flessibilità: bisogna seguire i bisogni e ritmi della persona, mettendo in secondo piano una ricerca estetica che rischia di essere un ostacolo al suo benessere. Cerchiamo di adattare l’ambiente domestico alla persona malata.

Che colori usare in una casa con un malato di Alzheimer?

Sul tema della cromoterapia per i pazienti di Alzheimer esistono molte bibliografie e letterature. Personalmente, la Dottoressa Ferri è contraria a dare regole troppo ferree quando si parla di Alzheimer, ma le regole fondamentali da rispettare sono poche e semplici. La più importante è che ci siano contrasti netti tra spazio orizzontale e verticale, cioè tra parete e pavimento. È da evitare il monotono, perché cancella i confini dello spazio, come anche le macchie di colore: esse sono percepite come un buco in cui cadere. Esempio più concreto è quello dei pavimenti a scacchiera che creano confusione.

Generalmente sono da consigliare i colori caldi, basta che non si impastino tra loro e che il contrasto cromatico venga rispettato: arancio e azzurro, giallo e viola sono gli abbinamenti più canonici ed efficaci in una casa che ospita una persona affetta da demenza.

Una curiosità in merito ai colori e alla malattia d’Alzheimer è che il colore bianco non viene riconosciuto, perché non è un colore che crea contrasto. Per esempio, tornando al discorso dei sanitari, essi non vengono riconosciuti perché di colore. In questi casi, è opportuno creare un contrasto cromatico per dare profondità agli oggetti e allo spazio.

Un ambiente domestico può essere multisensoriale?

Come abbiamo detto prima, lo spazio domestico è la prima grande terapia non farmacologica che il paziente sperimenta! Esso non deve essere ostile e sconosciuto, ma deve facilitare il riconoscimento degli oggetti e degli ambienti: la chiave è semplificare. Pertanto, in una casa con un malato Alzheimer la multisensorialità è altrettanto importante, e permette di maturare un linguaggio profondo anche senza lo scambio verbale.

Allora via libera alla musica, ai profumi e agli aromi anche fatti in casa, anche a camminate in giardino o alla terapia vibroacustica. Quest’ultima è una vibrazione applicata a una poltrona, divano o letto. Noi di Generali Arredamenti stiamo sposando questa terapia che attraverso la vibrazione stimola gli organi o li rilassa, a seconda della necessità del momento. Il nostro è un brevetto che speriamo porti benessere a chi ne ha più bisogno.

Aggiungo che anche la doll therapy è un canale multisensoriale, che permette di ricreare un piccolo angolo nursery con fasciatoio e culla.

Come fare con il wondering e i tentativi di fuga?

Con i malati che manifestano questi disturbi comportamentali, adattare appartamenti piccoli a queste necessità non è semplice. Ma dobbiamo cercare di creare in casa un percorso libero da ostacoli, un percorso fluido e ben illuminato preferibilmente circolare in cui il disorientamento diminuisce. Se necessario servirà mettere in sicurezza i mobili e gli angoli pericolosi: come dicevamo prima, la priorità è assecondare l’esigenza del malato per quanto nelle possibilità delle mura domestiche.

Per chi cerca di fuggire dalla porta di casa si gioca d’anticipo, occultandola e celandola ad esempio con pellicole o tende. Nel momento in cui il malato visualizza l’uscita, inizia a manifestare comportamenti frustrati perché non può uscire e trovarvi una distrazione è difficile. Per far fronte a questo problema, basterà nascondere la porta con una stampa a panorama o con un motivo rilassante.

Altro oggetto che dovrebbe essere tenuto nascosto è l’armadietto dei medicinali. Esso è importante per la cura del malato ma è anche pericoloso: si può nascondere anche questo onde evitare incidenti e frustrazioni.

Esistono dei progetti per aiutare uno spazio aperto a diventare terapeutico?

In una casa che ospita un malato di demenza il contatto con il verde è calmante e rilassante. Noi abbiamo studiato dei progetti per realizzare giardini Alzheimer, ed esistono percorsi sicuri e controllati all’aperto con molte attrazioni. Pensiamo a dei punti di sosta con panchine e pannelli sensoriali, utili per la riabilitazione degli arti superiori, o con pannelli musicali come xilofono e campanelli. Tutti questi elementi si distribuiscono in un giardino ma anche in un “balcone Alzheimer”. Esistono persino aiuole con erbe aromatiche e macchie di colore che possono orientare il malato con i suoi 5 sensi. L’obiettivo è creare una bolla di relax all’aria aperta.

Anche il quinto appuntamento di Fermata Alzheimer si è concluso con interessanti riflessioni e consigli su come adattare un’abitazione domestica ai bisogni del malato di Alzheimer.

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